Beccaccino
Il nome della tradizione ravennate e faentina per il Marafone Romagnolo.
Come si gioca a Beccaccino, in breve
Si gioca in 4, a squadre di 2, con un mazzo da 40 carte. Bisogna sempre rispondere al seme se possibile, e la briscola ("trionfa") può tagliare quando non si ha il seme richiesto. Chi apre il turno può comunicare al compagno tramite le dichiarazioni tradizionali Busso, Striscio e Volo.
Per la distribuzione delle carte, i punteggi e tutte le regole nel dettaglio: vai alla pagina Regole completa.
Cos'è il Beccaccino?
Il Beccaccino è il nome con cui è universalmente conosciuto il Marafone Romagnolo nelle zone di Ravenna e Faenza: una variante locale del Tressette con briscola, pilastro della cultura ludica romagnola che unisce generazioni nei bar e nei circoli della provincia.
Nomi e varianti regionali
Lo stesso gioco cambia nome a seconda della zona:
- Beccaccino: Ravenna, Faenza e Bassa Romagna.
- Maraffa / Marafone: Cesena e Forlì — scopri la variante.
- Trionfo: nel ferrarese e a Imola — scopri la variante.
Per un confronto completo tra tutti i nomi vedi l'articolo Marafone, Maraffa, Beccaccino, Trionfo: qual è la differenza?
Storia e origini
Le radici del Beccaccino affondano nella storia della Romagna, con origini che la tradizione locale fa risalire agli inizi dell'Ottocento. Deriva dal "Trionfo" rinascimentale italiano (XV-XVI secolo), gioco affine alla briscola e antenato di giochi moderni come il Whist o il Bridge — il termine "trionfo" indicava originariamente il seme prevalente. Diffuso oralmente tra le province di Ravenna e Faenza, il Beccaccino è arrivato fino a oggi grazie a tornei locali che si tengono ancora in luoghi storici come Villa Torlonia.
Vuoi giocare subito a Beccaccino?
Trovi le regole complete, oppure scarica gratis l'app o gioca dal browser.